
Premio Pulitzer 2007, testo scarno e intenso (circa duecento pagine senza una parola di troppo), storia desolante ma significativa. Consigliato a lettori con lo stomaco ben foderato e voglia di scoprire l’essenziale.
Riporto l’ottima recensione de L’Indice:
“Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c’è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te”. (continua…)