Riporto la sintesi di Saggiorato e Todescato
IL CITTADINO
L’uomo medievale viveva nelle città, luogo non sempre ospitale e confortevole…
La città si rivela sede di un’umanità molto particolare, condannata da uni, lodata da altri.
Verso il 1250 la rete cittadina dell’Europa preindustriale è già tracciata.
Le città, vaste necropoli del mondo rurale, logorano fuor di misura un materiale umano molto presto sostituito. La loro influenza oltrepassa singolarmente la loro consistenza demografica: le scuole vi si stabiliscono, i mendicanti vi si installano, i principi ne fanno le loro capitali, l’artigianato vi si diversifica e il loro mercato stende sempre di più in lontananza i proprio orizzonti. La città è il centro di sviluppo di una società complessa che si adatta al sistema signorile e alla sua ideologia, la elabora le proprie gerarchie.
Molto importante e determinante in quell’epoca fu l’uso quotidiano del denaro…
Non bisogna pensare che tra l’abitante “cittadino”e quello “campagnolo”vi erano grandi differenze, più che tutto solo una differenza di cultura…
“la città non va giudicata qualcosa di isolato,
essa è inserita in una rete di relazioni(religiosi,contadini,mercanti,….)” (continua…)