MagisterLudi

gennaio 22, 2008

Due letture su Cesare

Filed under: consiglio,latino,terza — prof @ 7:21 pm

Luciano Canfora, Giulio Cesare. Il dittatore democratico, Laterza ’99
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Cesare è morto: è il più celebre assassinio della storia. Come ogni omicidio anche questo suscita una domanda: perché? A riaprire il caso è Luciano Canfora, uno storico che ha un vero talento per gli intrighi. Maurizio Bettini, “la Repubblica”

Biografia di straordinaria vivacità, indagine politica, introspezione psicologica: questo libro è molte cose insieme. Un’affascinante lettura su un gigante abbattuto da alcuni ‘piccoli uomini’. Luca Canali, “il Giornale”

Un’intelligenza agile e concreta brilla dappertutto in questo libro, nelle sintesi ampie come nelle indagini circoscritte. Leggere i ragionamenti di Canfora è come vedere all’opera un Auguste Dupin e un Hercule Poirot della storiografia. Giovanni Mariotti, “Corriere della Sera”

Claude Cueni, Il druido di Cesare, Tropea
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La saggezza dei celti contro la forza dei romani.
Korisios, giovane celta della tribù dei rauraci, non sa ancora qual è la strada che lo porterà alla maturità. Vorrebbe diventare druido, sacerdote, ma le lotte fratricide che devastano la Gallia lo strappano all’adolescenza, costringendolo a unirsi alla marcia del suo popolo dal Reno fino alle sponde dell’Atlantico, verso il territorio dove una stirpe alleata ha promesso loro accoglienza. Korisios affronta il viaggio insieme a Wanda – la sua bella schiava germana, capricciosa e tutt’altro che obbediente – e alla cagnolina Lucia.
E’ l’anno 695 dalla fondazione di Roma, il 58 a.C., e un proconsole oberato dai debiti approfitta dei disordini in Gallia per intraprendere, senza il permesso del Senato romano, una brutale guerra di rapina e salvare così la propria carriera politica. Il suo nome è Giulio Cesare. Ed è un Cesare vittorioso quello che Korisios incontra, dopo essere scampato allo spaventoso massacro del suo popolo in fuga e alla prospettiva della schiavitù. Affascinato dal carisma e dalla generosità del proconsole, riesce a farsi ammettere al suo servizio come scrivano, per redigere quello che diventerà il De bello gallico. Da questo momento il destino dei due uomini, così diversi, si lega indissolubilmente. Il celta, che ha imparato a guarire malattie, comunicare con gli dèi e prevedere il futuro, accompagna la trionfale marcia di Cesare attraverso la Gallia, combattuto tra la fedeltà al condottiero romano e il disgusto per l’uomo che vuole mettere in catene il suo popolo. Intanto la sua litigiosa amicizia con Wanda si trasforma in un sentimento sempre più profondo, e quando la donna viene accusata di aver attentato alla vita del proconsole, Korisios, che ormai per tutti è il druido di Cesare, ha una sola possibilità per salvarla: unirsi alla rivolta dei galli guidati da Vercingetorige.
Attraverso lo sguardo penetrante e saggio del suo protagonista, Claude Cueni tratteggia un potente affresco di un’antichità che vive di passioni violente, di eroi leggendari e di personaggi meschini, in cui il mondo romano e quello celtico rappresentano, ciascuno con le sue contraddizioni, due filosofie e due modelli di civiltà.

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