MagisterLudi

febbraio 13, 2008

L’Uomo Medievale.2 Il guerriero e il cavaliere

Filed under: seconda,storia — prof @ 8:13 pm

L’ uomo medioevale, Jacques Le Goff
IL CAVALIERE E IL GUERRIERO
Riassunto di Saccardo e Loison

Il medioevo fu un periodo molto duro per la popolazione, schiacciata tra le invasioni barbariche e l’oppressione dei tiranni, venne costretta a rifugiarsi in strutture difensive chiamate castelli oppure all’oblio.
In quest’epoca di subbugli e incertezze vennero a formarsi tre categorie sociali: gli oratores, i laboradores e i bellatores ormai fondamento della società cristiana, questi ultimi furono molto rispettati e onorati, dediti all’arte della guerra ed alla sacralizzazione di quest’ultima.
In questo periodo cupo, i diversi gruppi di soldati d’elite (specializzati nell’arte della guerra) si radunano sotto il comando di un signore (il senior) per combattere per lui, oppure vivere in terre affidate dal signore.
Così si affermò la cavalleria, e non fu conseguenza dell’invenzione , ma ne fu la causa e nacque nel corso dell’xiii sec.
La nascita della cavalleria e di un esercito decretarono un incredibile aumento dei signori medioevali, e un divario sempre maggiore nella società, cioè quello tra uomini armati e uomini non armati, la plebe, gli inermi . Lo scontro fra i signori bannali, seguiti fedelmente dai loro più o meno piccoli eserciti fu il fattore determinante dell’epoca dal decimo all’undicesimo secolo, polverizzando i diritti e i poteri pubblici, quindi facendo cadere l’ Europa in un periodo di anarchia, chiamato anche Anarchia feudale, dove la categoria degli armati, opprimeva gli indifesi, partendo dagli uomini di chiesa sino alle donne e ai bambini, ma ben presto, molte diocesi, affiancate dall’aristocrazia e da quei milites convertiti alla dedizione verso la fede, preoccupati dalla gravosa situazione economica e culturale, ostruzionista per un modo di vita accettabile, formarono il movimento della Pax e della gloria Dei, che prevedeva la tutela di santuari, ospizi, mercati e guadi, ma successivamente si ebbe un progresso di leggi alla tutela della plebe, e in caso di infrazione la pena era la scomunica, definita da alcuni studiosi l’inferno in terra, ma senza mai proibire la guerra, impossibile da controllare in una società basata sulla guerra.
I signori che non rispettavano le decisioni della chiesa o delle tregue venivano definiti infractores pactis.

Il cavaliere

Il cavaliere era un’unità molto costosa, avendo necessità di un cavallo, armi di ferro, una “ corazza” (giaccone imbottito e rinforzato), detto anche brunia.
L’etica cavalleresca era basata, dopo la conciliazione con la chiesa, alla difesa della plebe, spinta sino al sacrificio della propria vita. Questo tipo di soldato era chiamato miles Christi , che si trasformò negli ultimi anni dell’undicesimo secolo nel sancti Petri, soldato più legato alla religione e disposto a dare anima e corpo alla chiesa,
quindi i servigi militari verso la chiesa divennero presto più considerati della vita dedita alle preghiere, con il nuovo rito della santificazione delle armi, difatti l’unione sotto l’unico stendardo della religione diede più vigore alla cristianità che cominciò ad attuare opere espansionistiche contro l’Islam, che dal decimo secolo affrontava un duro periodo di instabilità.
La prima azione bellica unita fu la riconquista della Spagna, araba dall’ottavo secolo, ripresa grazie alla dedizione alla fede e alla fame di bottino di alcuni gruppi di cavalieri.
Queste guerre, però furono anche incitate da vaste campagne di propaganda, che illustravano i cavalieri come santi protettori della fede che schiacciano gli infedeli, che portarono alla ricerca di gloria e delle sacre reliquie gran parte degli uomini d’armi europei.
Gli attacchi si moltiplicarono nel tempo, fino alla conquista della città santa, nella crociata del 1099, con il seguente massacro degli infedeli, purtroppo i crociati, cavalieri della croce, si diedero alle scorrerie e al saccheggio di quelle contrade una volta fiorenti, inoltre l’effetto a sorpresa che aveva segnato in gran parte le vittorie cristiane sugli infedeli era svanito e gli eserciti arabi si riorganizzarono nel mentre che i pellegrini, fatto voto al Sepolcro, ritornavano in patria, lasciando sguarnite le difese delle conquiste della prima crociata.
In questo periodo nacquero gli ordino monastico – militari, che continuarono le guerre sante per i secoli interessati dal medioevo, formando un nuovo tipo di approccio alla chiesa, quindi non più di subordinazione e funzionalizzazione, ma di formazione e identificazione spirituale.
Gli ordini dei cavalieri che prendevano parte alle crociate erano diversi, tutti dediti e rivolti come oneri e doveri alla chiesa, ed i principali erano:
I templari:l’ordine dei cavalieri del tempio di Salomone, nati in seguito al concilio di Troyes nel 1128, e venne sciolto nel 1312, per volere del papa Clemente quinto, a causa dell’indebitamento del re francese nei loro confronti.
I cavalieri di rodi: cavalieri detti anche ospedalieri, perché davano rifugio e protezione ai pellegrini in viaggio per la terra santa
I diversi ordini religioso – militari erano però molti di più, come la milita Christi, o l’ordine dei teutonici, he come tutti attiravano fra le loro schiere persone di ogni rango sociale, ma anche nobili dell’aristocrazia militare del tempo, grazie anche alla propaganda e degli ideali della cavalleria divina.
Le crociate cavalleresche cristiane durarono sino alla fine del medioevo, divenendo come una “tradizione” e non più come tributo alla fede.
I tornei
I tornei furono una delle principali attrazioni del medioevo e ci partecipavano tutti i nobili cavalieri, che talvolta li presero come lavoro, avendo come profitto in caso di vittoria le armi degli sfidanti sconfitti e un ingente premio al vincitore del torneo.
Questa pratica d’arme venne duramente criticata durante il basso medioevo, giudicata fonte di tutti i peccati capitali, sin quasi a scomparire, ma non smise mai di essere praticata, nonostante l’avversità di diverse importanti autorità come papi e re, mossi dal fatto che gli sconfitti provavano rancore nei confronti dei vincitori, causando dissapori che minavano la stabilità e l’unione della cristianità.
Terra santa ed esercito
La Terra Santa fu soggetto delle fantasie europee essendo sempre stato un luogo mistico e misterioso, cantato ovunque come posto fantastico e ricco di tesori, ma per l’”armata di dio” era una realtà ben diversa, luogo di battaglie, vittorie e sconfitte.
L’esercito I crociati avevano un esercito molto complesso, formato principalmente dalla cavalleria, affiancata da fanti, guastatori,con innumerevoli cariche sia difensive che d’assedio e fanteria leggera, ma certi storici sono in dubbio sull’organizzazione tattica e strategica cristiana, essendo un blocco compatto e non diviso, ma frammentato e scontroso all’interno, creano difficile la cooperazione e dando svantaggi sull’unità.
L’esercito arao, invece era tattico, con precise disposizioni per ogni gruppo, e riusciva persino a organizzare raid di arceri a cavallo per colpire le prime linee cristiane, e ciò permise agli arabi di vincere molte battaglie decisive contro i crociati.
Fine del Cavaliere
I cavalieri nell’alto medioevo erano il fulcro dell’esercito e soldati d’elite, suddivisi in banderesi, cioè coloro che erano in grado di poter portare lo stendardo, essendo il simbolo di proprietà delle loro terre, o baccellieri, cioè privi di origine nobiliare o terreni, quindi di bassa nobiltà, ma questa classe di cavalieri scomparve quando il titolo di cavaliere divenne più una carica e onorificenza, legata ad imprese, ricchezze o nobiltà quando la cavalleria nell’esercito perse il valore di un tempo, a causa dell’invenzione di armi da fuoco come moschetti e cannoni,ma anche della balestra che rivalutarono il ruolo della fanteria.
Di fronte a questa situazione i sovrani dei paesi europei, cominciarono principalmente una rifeudalizzazione dei terreni.

Il milites
Questo tipo di soldati era legato al coraggio, alla fedeltà e all’affetto per il compagno d’arme .
I milites, come del resto ogni altra unità dell’esercito, era spietata con la fanteria e altra unità, ma nei confronti dei cavalieri tentava non di ucciderli, ma di catturarli per ottenere in cambio un riscatto.
Le unità semplici di fanteria, se ferite in campo di battaglia non venivano soccorse, ma abbandonate, non essendo importanti, se non per i commilitoni, solidali fra loro.

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