MagisterLudi

novembre 5, 2008

Virgilio, Georgica, I, 121-146: la dura legge di Giove

Filed under: latino,quarta — prof @ 5:55 pm

E’ il padre Giove, lui stesso, che ha voluto così difficile la via del coltivare, e per primo fece smuovere con arte la terra dei campi, aguzzando con le preoccupazioni i pensieri dei mortali, per impedire che il suo regno restasse addormentato in un pesante torpore d’inerzia.
Prima di GIove nessun colono lavorava i campi; neppure segnare terreni o dividerli con un confine era permesso; i beni acquistati andavano in comune, e la terra da sola recava tutto più generosamente, senza bisogno di chiedere. Fu lui che fornì il veleno malefico ai serpenti neri, che ordino di predare ai lupi e al mare di agitarsi, scosse via il miele dalle foglie e nascose il fuoco e fermò il vino che scorreva ampiamente in ruscelli – in modo che il bisogno, a poco a poco, forgiasse con la riflessione le diverse arti, e cercasse nei solchi la pianta del frumento, in modo che facesse balzar su dalle vene della selce il fuoco nascosto. Solo allora i fiumi cominciarono a sentire tronchi d’ontano scavati, allora il marinaio diede numero e nomi alle stelle – le Pleiadi, le Iadi e la splendente Orsa di Licaone. Allora si inventò di prendere le bestie coi laccie tradirle col vischio e accerchiare coi cani grandi radure. Ecco che uno ormai sferza col giacchio un largo fiume, mirando profondo, e un altro tira su le reti gocciolanti dal mare.
Allora venne il rigido ferro e la lama della sega stridula (perché i primi uomini fendevano il legno con i cunei), allora vennero le tecniche diverse.
Labor omnia vicit improbus et duris urgens in rebus egestas
la fatica, smisurata, fu vittoriosa su tutto, e gli stenti che inalzano nella durezza della vita.

Esiodo, Le opere e i giorni: il mito delle cinque età.

Filed under: latino,quarta — prof @ 5:41 pm

Ora se vuoi darò coronamento al mio dire con un altro racconto
bene e in modo opportuno e tu nel tuo cuore riponilo
come medesima origine fu agli dèi e ai mortali.
1. Prima una stirpe aurea di uomini mortali fecero gli immortali che hanno le olimpie dimore. Erano ai tempi di Crono quand’egli regnava nel cielo; come dèi vivevano senza affanni nel cuore
lungi e al riparo da pene e miseria né per loro arrivava la triste vecchiaia ma sempre ugualmente forti di gambe e di braccia
nei conviti gioivano lontano da tutti i malanni; morivano come vinti dal sonno e ogni sorta di beni c’era per loro; il suo frutto dava la fertile terra senza lavoro ricco e abbondante e loro contenti
sereni si spartivano le loro opere in mezzo a beni infiniti
ricchi d’armenti cari agli dèi beati. Poi dopo che la terra coprì questa stirpe
essi sono démoni per il volere di Zeus grande
benigni sulla terra; custodi degli uomini mortali della giustizia hanno cura e delle azioni malvagie
vestiti di nebbia sparsi dovunque per la terra
datori di ricchezza: ebbero infatti questo onore regale.
2. Come seconda una stirpe peggiore assai della prima
argentea fecero gli abitatori delle olimpie dimore
né per l’aspetto all’aurea simile né per la mente
ché per cent’anni il fanciullo presso la madre sua saggia veniva allevato giocoso e stolto dentro la casa; ma quando cresciuti giungevano al limitare di giovinezza vivevano ancora per poco soffrendo dolori per la stoltezza perché non potevano da tracotante violenza l’un contro l’altro astenersi né gli immortali venerare volevano né sacrificare ai beati sui sacri altari
come è legge fra gli uomini secondo il costume. Allora costoro Zeus Cronide li fece morire adirato perché gli onori non vollero rendere agli dèi beati che possiedono l’Olimpo. E poi quando anche questa stirpe la terra ebbe coperto
costoro inferi beati sono chiamati presso i mortali
genî inferiori ma onore anche loro accompagna.
3. Zeus padre una terza stirpe di gente mortale fece di bronzo in nulla simile a quella d’argento
nata da frassini potente e terribile: loro di Ares avevano care le opere dolorose e la violenza né pane mangiavano ma d’adamante avevano l’intrepido cuore
tremendi; grande era il loro vigore e braccia invincibili dalle spalle spuntavano sulle membra possenti; di bronzo eran le armi e di bronzo le case
col bronzo lavoravano perché il nero ferro non c’era. E costoro dalle loro proprie mani distrutti partirono per la tenebrosa dimora di gelido Ade
senza fama; la nera morte per quanto temibili li prese e lasciarono la splendente luce del sole.
4. E poi dopo che anche questa stirpe la terra ebbe nascosto
di nuovo una quarta sopra la terra feconda
fece Zeus Cronide più giusta e migliore
di eroi stirpe divina che sono detti semidei
anteriore alla nostra sulla terra infinita. Questi li uccise la guerra malvagia e la battaglia terribile alcuni a Tebe dalle sette porte nella terra di Cadmo
combattendo per le greggi di Edipo
altri poi sulle navi al di là del grande abisso del mare condotti a Troia a causa di Elena dalle belle chiome; là il destino di morte li avvolse; ma poi lontano dagli uomini dando loro vitto e dimora il padre Zeus Cronide della terra li pose ai confini. Abitano con il cuore lontano da affanni nell’isole dei beati presso Oceano dai gorghi profondi
felici eroi ai quali dolce raccolto tre volte in un anno abbondante produce il suolo fecondo
lontano dagli immortali ed hanno Crono per re; … lo liberò infatti il padre di uomini e dèi
ed ora con quelli ha il suo onore come conviene. Zeus poi pose un’altra stirpe di uomini mortali dei quali quelli che ora vivono…
5. Avessi potuto io non vivere con la quinta stirpe di uomini e fossi morto già prima oppure nato dopo
perché ora la stirpe è di ferro; né mai di giorno cesseranno da fatiche e affanni né mai di notte
affranti; e aspre pene manderanno a loro gli dèi. Però anche per questi ai mali si mischieranno dei beni. Ma Zeus distruggerà anche questa stirpe di uomini mortali quando nascendo avranno già bianche le tempie; allora né il padre sarà simile ai figli né i figli al padre; né l’ospite all’ospite né l’amico all’amico e nemmeno il fratello caro sarà come prima; ma ingiuria faranno ai genitori appena invecchiati; a loro diranno improperi rivolgendo parole malvagie
gli sciagurati senza temere gli dèi; né ai genitori invecchiati di che nutrirsi daranno; il diritto starà nella forza e l’uno all’altro saccheggerà la città. Né il giuramento sarà rispettato né lo sarà chi è giusto o dabbene; piuttosto l’autore di mali e l’uomo violento rispetteranno; la giustizia sarà nella forza e coscienza non vi sarà; il cattivo porterà offese all’uomo buono dicendo parole d’inganno e sarà spergiuro; l’invidia agli uomini tutti miseri
amara di lingua felice del male s’accompagnerà col volto impudente. Sarà allora che verso l’Olimpo dalla terra con le sue ampie strade
da candidi veli coperte le belle persone degli immortali alla schiera andranno lasciando i mortali
Vergogna e Sdegno: i dolori che fanno piangere resteranno agli uomini e difesa non ci sarà contro il male.

Virgilio, Bucolica IV, 1-14: la nuova età.

Filed under: latino,quarta — prof @ 5:34 pm

Sicule Muse, leviamo il nostro canto un po’ più in alto;
gli olmi e l’umile mirìce non a tutti piacciono:
cantiamo i boschi, ma che sian boschi degni d’un console.
E’ giunta ormai l’ultima età dell’oracolo cumano
e ricomincia il ciclo dei secoli.
Torna la Vergine, tornano i regni di Saturno;
e una nuova progenie scende dall’alto del cielo.
E il bambino che nascerà, con cui avrà fine per la prima volta
la stirpe del ferro e quella d’oro sorgerà ne mondo intero,
tu, casta Lucina, proteggilo: già regna il tuo Apollo.
Sotto il tuo consolato, Pollione, proprio il tuo,
avrà inizio quest’epoca gloriosa: con la tua guida
i grandi mesi prenderanno a scorrere.
Se dei nostri delitti resta traccia,
svanirà, sciogliendo il mondo dal terrore senza fine.

Virgilio, Bucolica, egloga I: l’esilio e il privilegio amaro di restare

Filed under: latino,quarta — prof @ 5:21 pm

MEL: Tityre, tu, recubans sub tegmine fagi patulae, meditaris Musam silvestrem avena tenui;
Titiro, tu, stando sdraiato sotto l’ampia corona di un faggio, vai componendo una melodia silvestre sul flauto sottile.
Nos linquimus finis (Fines, acc. plur dei temi in i) patria et dulcia arva.
Noi (sottointeso invece) abbandoniamo i confini della patria e i dolci campi.
Nos patriam fugimus; tu Tityre, lentus in umbra, doces silvas resonare formosam Amaryllida (acc. di decl. Greca).
Noi esuliamo dalla patria; tu (invece) o Titiro, rilassato all’ombra, insegni alle selve a ripetere la leggiadra Amarilli (= il nome della leggiadra Amarilli).

TIT: O Meliboee, deus fecit nobis haec otia: namque ille erit semper deus mihi, saepe tener
O Melibeo, un nume ci ha dato questa pace: infatti lui sarà sempre un Dio per me, spesso un giovane
agnus ab nostris ovilibus imbuet aram illius.
agnello (tratto) dai nostri ovili bagnerà (di sangue) il suo altare.
Ille permisit, ut cernis, meas boves errare et ipsum ludere quae vellem calami agresti.
Lui, come vedi, ha concesso che le mie giovenche pascolassero liberamente e che io stesso suonassi ciò che volevo con la zampogna campestre.

MEL: Equidem non invideo, miror magis; usque adeo turbatur undique totis agris.
Da parte mia non provo invidia, mi meraviglio piuttosto; a tal punto c’è scompiglio in tutte le campagne.
En ipse ago protinus aeger capellas; etiam, Tityre, duco vix hanc.
Ecco io stesso spingo innanzi afflitto (equivalente ad un avverbio: faticosamente) le (mie) capre; o Titiro, a stento mi tiro dietro persino questa.
Namque modo conixa gemellos, spem gregis, hic inter coryolos densas, reliquit, a!, in nuda silice.
Infatti poco fa, dopo aver partorito due gemelli, speranza del gregge, qui tra i noccioli folti, ahimè, li ha abbandonati nella nuda pietra.
Memini saepe quercus de caelo tactas praedicere hoc malum nobis, si mens non fuisset laeva.
Ricordo che spesso le querce colpite dal cielo (dal fulmine) avevano preannunciato questa sciagura, se la mente non fosse stata accecata.
Sed tamen, Tityre, da nobis, qui sit iste deus.
Ma tuttavia, oh Titiro, indica a noi chi sia codesto nume.
(more…)

giugno 13, 2008

Programma svolto – Storia 2^B a.s.2007-8

Filed under: seconda,storia — prof @ 10:44 am

Settembre
Ripasso: Cesare (il suo mito reincarnato in condottieri futuri)
Ascesa di Ottaviano, nascita dell’impero, politica estera e interna.
La successione di Ottaviano Augusto; Tiberio e Nerone
Verso la monarchia: i Flavi

Ottobre
Gli imperatori adottivi: la monarchia aristocratica
Riepilogo primi due secoli dell’impero: analisi, confronti e valutazione.
Approfondimento su Traiano; la Colonna Traiana
Approfondimento sull’esercito romano (interdisciplinare con latino)
La plebe urbana: panem et circenses
L’amministrazione e la difesa dell’Impero: il limes; approfondimento sul Vallo di Adriano
Nascita e diffusione delle religioni salvifiche: focus sul Cristianesimo
Diffusione e legittimazione del Cristianesimo fino a Costantino e Teodosio
I Severi

Novembre
Riepilogo della parabola dell’Impero Romano dall’apogeo alla caduta: schematizzzazione
La caduta dell’Impero Romano d’Occidente: schema eventi, analisi delle cause e confronto opinioni di storici famosi
I Regni Romano-Barbarici: Franchi e Goti; i Merovingi e Teodorico
Giustiniano; approfondimento sul Corpus Iuris Civilis
Gli Arabi e l’Islam: ripasso e approfondimento sulle tecniche di studio, sintesi e schematizzazione

Dicembre
I Longobardi
Lo scisma politico-religioso tra Roma e Costantinopoli

Gennaio
Cos’è il Medioevo? Periodizzazione
Approccio alla critica storica: Jacques Le Goff, Le radici medievali d’Europa
Il monachesimo occidentale (ripasso di quello orientale)
L’Alto Medioevo: la curtis
I Pipinidi e il papato
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, introduzione
Carlo Magno: politica estera
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il monaco
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il cavaliere e il guerriero

Febbraio
Carlo Magno: politica interna e rinascita culturale
La crisi dell’Impero Carolingio: la nascita delle nazioni (Il giuramento di Strasburgo)
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il contadino
Il feudalesimo
Le invasioni normanne e saracene
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il cittadino
Dall’incastellamento alle signorie di banno
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, l’intellettuale
Crisi della Chiesa e riforma religiosa (patarini e cluniacensi)
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, l’artista Febbraio

Marzo
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il mercante
La lotta per le investiture, Gregorio VII e il dictatus Papae
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, il santo
Il Basso Meidoevo: evoluzione agricola e urbana
Approccio alla critica storica: J. Le Goff, L’uomo medievale, la donna
L’evoluzione urbana e culturale dopo il Mille; dal romanico al gotico interculturale con arte)

Aprile
Le crociate: cause ed eventi principali; varietà di obiettivi
La Reconquista
Le crociate in Terra Santa: focus sulla prima e la quarta crociata
La crociata contro gli Albigesi
La crociata contro gli slavi pagani; nascita dell’ordine teutonico
La nascita del comune; l’aristocrazia consolare; nascita della borghesia
La repubbliche marinare

Maggio
I movimenti religiosi popolari: Valdesi, Catari, Francescani e Domenicani
Approfondimento sulla storia di Venezia: la nascita e le tecniche di navigaione
Approfondimento sulla storia di Venezia: La struttura di governo
Le monarchie medievali: capetingi, plantageneti e normanni
I normanni nel sud dell’Italia

Programma svolto – Latino 2^A e B a.s.2007-8

Filed under: latino,seconda — prof @ 10:30 am

Settembre
Ripasso morfologia latina: verbi in particolare
Completamento morfologia:
• Pronomi riflessivi di terza persona (approfondimento su suus ed eius)
• Infinito perfetto e futuro
La topografia di Roma repubblicana e imperiale; le strade di Roma.

Ottobre
Le proposizioni infinitive (consecutio latina e italiana; i riflessivi nelle infinitive)
Esercizio di traduzione su primi testi con sintassi complessa

Novembre
Il Congiuntivo e la morfologia dei suoi quattro tempi attivi e passivi
Il congiuntivo esortativo
Le proposizioni finali
Le proposizioni completive volitive
Municipia e Coloniae
Poesia d’amore: Tibullo

Dicembre
Il cum narrativo
La consecutio temporum del congiuntivo
Imperativo negativo
Composti di sum
Il Carpe diem di Orazio

Gennaio
Ripasso morfologia verbale completa
Esercizio di traduzione di testi con sintassi complessa
Le proposizioni interrogative indirette (ripasso consecutio temporum del congiuntivo)
Cicerone e Catilina; la Prima Catilinaria. La figura dell’avvocato a Roma.

Febbraio
Comparativi e superlativi
Le proposizioni consecutive
Riepilogo usi di ut
Poesia d’amore: Catullo
Cicerone,una lettera ad Attico

Marzo
I verbi deponenti e semideponenti
La condizione della donna in epoca romana; confronto con l’attualità
Poesia d’amore: Catullo
L’esercito romano: storia, struttura, vita del soldato
Cesare, Bellum Gallicum

Aprile
Il participio, ripasso morfologico; usi sintattici
Il participio attributivo, appositivo o congiunto, predicativo
Cesare, Bellum Gallicum (esercizio di traduzione)
La morte di Cesare (da Svetonio a Shakespeare)

Maggio
L’ablativo assoluto
La perifrastica attiva
Lessico militare (esempi nella letteratura latina; continuità e discontinuità lessicale con l’italiano)

Giugno
Accenno al gerundio e al gerundivo e ai loro significati e usi Giugno

giugno 11, 2008

COMPITI PER LE VACANZE 1^A ITALIANO

Filed under: italiano,prima — prof @ 8:01 am

GRAMMATICA.
Esercizi da pagina 28 dal n. 1 al 9, dal 14 al 21. Es. da pag. 165 n. 5-6-7-13-14-19-20-27-35-38-40-42-43-44-53. Es. da pag. 310 n. 1-2-4-6-7-9-12-13.
Svolgere su fogli protocollo, ricopiando tutto l’esercizio.

SCRITTURA.
Scrivi su foglio protocollo una relazione e un articolo su due diversi eventi a cui hai assistito o partecipato (concerto, gita. Evento sportivo…).
Scrivi su fogli protocollo tre relazioni su tre libri letti tra i seguenti (segui il modello a pagina 106 del volume D di Forme e Messaggi.

LETTURA.
Leggi almeno tre dei seguenti libri:
Gemma Malley, La dichiarazione
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
Muriel Barbery, L’eleganza del riccio
Sandro Veronesi, La forza del passato
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte
Gianrico Carofiglio, Testimone inconsapevole (anche in I casi dell’avvocato Guerrieri)
Ray Bradbury, Fahreneit 451
Marco Lodoli, Grande circo invalido
Roy Lewis, Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
Paola Mastrocola, Una barca nel bosco
Banana Yoshimoto, Kitchen
Haruki Murakami, Norwegian wood o Tokyo blues
Vasco Pratolini, Le ragazze di Sanfrediano
Beppe Fenoglio, Una questione privata
Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve
Dino Buzzati, Il segreto del bosco vecchio
J.R.R. Tolkien, Lo hobbit
Gabriel Garcia Marquez, Dell’amore e di altri demoni
Luigi Meneghello, I piccoli maestri
Valerio Massimo Manfredi, Lo scudo di Thalos

giugno 6, 2008

Compiti per le vacanze 2^B Storia & Geografia

Filed under: geografia,seconda,storia — prof @ 5:16 pm

Leggi almeno uno dei seguenti libri e scrivine una recensione su foglio protocollo, comprendente un riassunto dei contenuti (30 righe almeno) e un commento personale (almeno 20 righe).

Storia
Ildefonso Falcones, La cattedrale del mare
Ken Follet, I pilastri della terra
Sebastiano Vassalli, La chimera
Walter Scott, Ivanhoe
Ellis Peters, Serie di Cadfael
Giulio Leoni, Serie di Dante Alighieri
Candace Robb, Serie di Owen Archer

Geografia
Asia:
Federico Rampini, Il secolo cinese
Federico Rampini, La speranza indiana
Africa:
Jean-Léonard Touadi, L’Africa in pista
Oceania:
Bruce Chatwin, Le vie dei canti
Americhe:
William Least Heat-Moon, Strade blu
Eduardo Galeano, Le vene aperte dell’America Latina

marzo 17, 2008

Letture di Aprile: gialli storici

Filed under: consiglio,italiano,lettura,prima — prof @ 10:24 pm

Questo mese vi indico una serie di titoli tra cui scegliere. Sono tutti romanzi gialli caratterizzati da un’ambientazione storica molto curata. Una buona occasione per coniugare lo studio della storia e il piacere della lettura.

Antica Grecia
Margareth Doody, Serie di Aristotele
Ignacio García Valiño, Le due morti di Socrate
Luciano Bellé, La trentaseiesima orazione di Lisia

Antica Roma
Danila Comastri Montanari, Serie di Publio Aurelio
Lindsay Davis, Serie di Marco Didio Falco

Medioevo
Ellis Peters, Serie di Cadfael
Giulio Leoni, Serie di Dante Alighieri
Candace Robb, Serie di Owen Archer

marzo 10, 2008

L’uomo medievale.4 Il cittadino

Filed under: seconda,storia — prof @ 4:00 pm

Riporto la sintesi di Saggiorato e Todescato

IL CITTADINO

L’uomo medievale viveva nelle città, luogo non sempre ospitale e confortevole…
La città si rivela sede di un’umanità molto particolare, condannata da uni, lodata da altri.
Verso il 1250 la rete cittadina dell’Europa preindustriale è già tracciata.
Le città, vaste necropoli del mondo rurale, logorano fuor di misura un materiale umano molto presto sostituito. La loro influenza oltrepassa singolarmente la loro consistenza demografica: le scuole vi si stabiliscono, i mendicanti vi si installano, i principi ne fanno le loro capitali, l’artigianato vi si diversifica e il loro mercato stende sempre di più in lontananza i proprio orizzonti. La città è il centro di sviluppo di una società complessa che si adatta al sistema signorile e alla sua ideologia, la elabora le proprie gerarchie.
Molto importante e determinante in quell’epoca fu l’uso quotidiano del denaro…
Non bisogna pensare che tra l’abitante “cittadino”e quello “campagnolo”vi erano grandi differenze, più che tutto solo una differenza di cultura…

“la città non va giudicata qualcosa di isolato,
essa è inserita in una rete di relazioni(religiosi,contadini,mercanti,….)” (more…)

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